Il 2026 presenta un quadro particolarmente articolato di incentivi all’occupazione. Alle misure già operative negli anni precedenti si sono aggiunti nuovi interventi rivolti alle imprese che assumono giovani, donne, lavoratori disoccupati da lungo tempo o personale destinato alle aree della ZES unica.
La disciplina attuale comprende sia esoneri contributivi sia agevolazioni fiscali. Cambiano, a seconda della misura, i requisiti richiesti al lavoratore, la durata del beneficio, i limiti economici e le condizioni che il datore di lavoro deve rispettare.
Per un’impresa che sta programmando nuove assunzioni, diventa quindi importante verificare gli incentivi applicabili prima della sottoscrizione del contratto, valutandone l’effettiva convenienza nel quadro più ampio del costo del lavoro e della pianificazione dell’organico.
Bonus Giovani 2026
Il Decreto Lavoro 2026 ha introdotto un nuovo incentivo destinato all’assunzione a tempo indeterminato di giovani che, alla data dell’ingresso in azienda, non abbiano ancora compiuto 35 anni e rientrino nelle categorie di lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati previste dalla normativa europea.
L’incentivo si applica alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 e consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL.
Il beneficio può raggiungere 500 euro al mese per ciascun lavoratore. Il limite sale a 650 euro mensili quando l’assunzione riguarda una sede o un’unità produttiva situata nelle Regioni comprese nella ZES unica.
La durata dipende dalla condizione del lavoratore: può arrivare a 24 mesi per i soggetti considerati molto svantaggiati, mentre per le altre categorie agevolabili è prevista una durata massima di 12 mesi.
Rispetto alle precedenti versioni dell’incentivo, non è quindi sufficiente considerare esclusivamente l’età del candidato. È necessario verificare anche la sua situazione occupazionale e l’eventuale appartenenza alle categorie individuate dalla disciplina europea.
Bonus Donne 2026
Anche nel 2026 sono previste importanti agevolazioni per favorire l’occupazione femminile.
Il Bonus Donne 2026 riguarda le assunzioni a tempo indeterminato effettuate entro il 31 dicembre 2026 di lavoratrici considerate svantaggiate o molto svantaggiate.
Tra le principali situazioni agevolabili rientrano le donne prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi e, in presenza delle ulteriori condizioni previste dalla normativa europea, le lavoratrici che risultano prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi.
L’esonero riguarda il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro e può raggiungere 650 euro mensili. Per le lavoratrici residenti nelle Regioni della ZES unica il limite può salire fino a 800 euro al mese.
La durata massima è pari a 24 mesi per le lavoratrici molto svantaggiate e a 12 mesi per le altre categorie previste dalla normativa. Le assunzioni devono inoltre determinare un incremento occupazionale netto rispetto alla forza lavoro mediamente occupata nei dodici mesi precedenti.
La convenienza della misura può essere significativa, ma richiede una verifica preventiva della posizione della lavoratrice e della situazione occupazionale dell’impresa.
Bonus ZES 2026 per lavoratori over 35
Il 2026 conferma una particolare attenzione alle imprese che operano nelle aree della ZES unica.
Il Bonus ZES 2026 è destinato ai datori di lavoro privati che occupano fino a 10 dipendenti e assumono a tempo indeterminato lavoratori che abbiano compiuto 35 anni e risultino disoccupati da almeno 24 mesi.
La prestazione lavorativa deve essere svolta presso una sede o unità produttiva ubicata in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o Umbria.
L’agevolazione consiste nell’esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, esclusi i premi e contributi INAIL, entro il limite di 650 euro al mese per lavoratore e per una durata massima di 24 mesi.
Per le piccole imprese che stanno programmando un ampliamento stabile dell’organico nelle aree interessate, la misura può incidere in modo rilevante sul costo dell’assunzione.
Stabilizzazione dei giovani under 35
Accanto al Bonus Giovani previsto per le nuove assunzioni, nel 2026 è stata introdotta una specifica agevolazione per la trasformazione dei contratti a termine.
La misura interessa le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato effettuate dal 1° agosto al 31 dicembre 2026 nei confronti di giovani che non abbiano ancora compiuto 35 anni e che non siano mai stati occupati a tempo indeterminato.
L’esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, entro un massimo di 500 euro mensili per lavoratore e per un periodo che può arrivare a 24 mesi.
Per le aziende che hanno già inserito giovani attraverso rapporti a termine, questa misura può rendere economicamente più favorevole una decisione di stabilizzazione.
Decontribuzione Sud PMI
La Decontribuzione Sud continua anche nel 2026, ma con caratteristiche diverse rispetto agli incentivi destinati alle nuove assunzioni.
Per il 2026 l’esonero è pari al 20% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro, entro un limite massimo di 125 euro mensili per ciascun lavoratore e per dodici mensilità.
La misura riguarda i lavoratori a tempo indeterminato già assunti alla data del 31 dicembre 2025 presso i datori di lavoro che rientrano nei requisiti previsti dalla normativa.
Non si tratta quindi, in senso stretto, di un bonus destinato a finanziare una nuova assunzione nel corso del 2026. Il suo effetto riguarda soprattutto la riduzione del costo contributivo relativo a rapporti di lavoro già esistenti.
Questo aspetto è importante anche ai fini della cumulabilità, perché i principali incentivi contributivi introdotti nel 2026 non possono essere utilizzati contemporaneamente alla Decontribuzione Sud per lo stesso lavoratore.
Incentivo per l’assunzione di madri con almeno tre figli
Tra le novità del 2026 rientra anche un incentivo specificamente rivolto all’occupazione delle madri.
Il beneficio è riconosciuto ai datori di lavoro privati che assumono donne con almeno tre figli di età inferiore a 18 anni, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
L’esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 8.000 euro annui per ciascuna lavoratrice.
La durata varia in base al rapporto instaurato: 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato, 24 mesi per un’assunzione a tempo indeterminato e fino a 18 mesi dalla data dell’assunzione originaria in caso di successiva trasformazione del rapporto agevolato.
La misura assume particolare interesse perché, a differenza di diversi altri incentivi, può trovare applicazione anche sui rapporti a tempo determinato.
Maxi-deduzione per le nuove assunzioni
Sul piano fiscale continua a operare la maggiorazione del costo del lavoro ammesso in deduzione per le imprese e i professionisti che incrementano stabilmente il proprio organico.
La misura, prorogata fino al periodo d’imposta 2027, riconosce una maggiorazione del 20% del costo ammesso in deduzione relativo alle nuove assunzioni a tempo indeterminato.
La maggiorazione può salire al 30% nel caso di lavoratori appartenenti alle categorie considerate meritevoli di maggiore tutela.
Per poter beneficiare dell’agevolazione deve risultare un effettivo incremento del numero dei dipendenti a tempo indeterminato, accompagnato da un incremento del numero complessivo dei lavoratori dipendenti rispetto al periodo precedente.
Si tratta di un beneficio diverso dagli esoneri contributivi: non riduce direttamente i contributi da versare, ma interviene sul reddito imponibile dell’impresa.
La normativa del 2026 prevede inoltre espressamente la compatibilità della maxi-deduzione con alcuni dei nuovi esoneri contributivi, aspetto che rende particolarmente importante valutare congiuntamente il profilo fiscale e quello previdenziale dell’assunzione.
Agevolazioni per l’assunzione di lavoratori con disabilità
Restano operative le agevolazioni previste per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
Per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79%, l’incentivo può raggiungere il 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per 36 mesi.
Per le persone con una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67% e il 79%, il beneficio è pari al 35% della retribuzione mensile lorda per 36 mesi.
Nel caso di lavoratori con disabilità intellettiva o psichica superiore alle soglie previste dalla normativa, il contributo può arrivare al 70% della retribuzione per un periodo fino a 60 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato.
Oltre al beneficio economico, queste misure costituiscono uno strumento utile per accompagnare politiche aziendali di inclusione e inserimento stabile.
Assunzione di percettori NASpI
Resta previsto anche l’incentivo collegato all’assunzione a tempo pieno e indeterminato di lavoratori beneficiari della NASpI.
Il datore di lavoro può beneficiare di un contributo mensile pari al 20% dell’indennità residua che sarebbe spettata al lavoratore se non fosse stato assunto.
La misura continua a essere rilevante soprattutto nei casi in cui non risultino applicabili esoneri contributivi più consistenti. I nuovi bonus 2026, infatti, non sono generalmente cumulabili con l’incentivo NASpI per il medesimo lavoratore.
Assunzione di donne vittime di violenza
Nel 2026 rimane inoltre applicabile l’agevolazione prevista per l’assunzione di donne disoccupate vittime di violenza che beneficiano del Reddito di libertà.
Per le assunzioni effettuate nel triennio 2024-2026, il datore di lavoro privato può ottenere l’esonero del 100% dei contributi previdenziali, con esclusione dei premi e contributi INAIL, entro un limite massimo di 8.000 euro annui.
La misura ha una finalità specifica: sostenere l’autonomia economica attraverso l’inserimento lavorativo e favorire percorsi di uscita da condizioni di particolare vulnerabilità.
Incentivi regionali e territoriali
Alle agevolazioni nazionali possono affiancarsi contributi e programmi promossi da Regioni, enti territoriali e fondi europei.
Questi interventi possono riguardare nuove assunzioni, stabilizzazioni, formazione, inserimento di giovani, donne e lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate.
La disponibilità delle misure regionali, tuttavia, dipende dalle risorse stanziate e dalle specifiche finestre previste dai singoli bandi. Per questo motivo è opportuno verificarne l’effettiva operatività nel momento in cui viene pianificata l’assunzione, senza considerarli automaticamente disponibili sulla base di programmi degli anni precedenti.
Valutare l’incentivo prima dell’assunzione
Nel 2026 il sistema delle agevolazioni offre alle imprese diverse possibilità di riduzione del costo del lavoro, ma presenta anche una maggiore articolazione rispetto al passato.
Età e situazione occupazionale del lavoratore, tipologia contrattuale, sede nella quale verrà svolta l’attività, dimensione dell’impresa e incremento dell’organico possono determinare l’accesso a misure molto diverse tra loro.
A questi elementi si aggiunge il tema della cumulabilità. Molti esoneri contributivi non possono essere utilizzati contemporaneamente sullo stesso rapporto di lavoro, mentre alcune agevolazioni fiscali, come la maggiorazione del costo del lavoro ammesso in deduzione, possono affiancarsi agli incentivi contributivi.
Per questo motivo la scelta non dovrebbe essere effettuata individuando semplicemente il bonus di importo più elevato.
È più utile partire dal costo complessivo dell’assunzione e confrontare le diverse alternative disponibili, considerando la durata del beneficio, gli obblighi di mantenimento del rapporto, gli effetti fiscali e contributivi e il costo che rimarrà a carico dell’impresa una volta terminata l’agevolazione.
Una corretta pianificazione permette di trasformare l’incentivo da semplice opportunità contingente a strumento di supporto alle decisioni organizzative e finanziarie dell’azienda.
Le informazioni riportate sono aggiornate a settembre 2026 e hanno carattere generale. L’applicabilità delle singole misure deve essere verificata sulla base della posizione del datore di lavoro, delle caratteristiche del lavoratore, della normativa vigente al momento dell’assunzione e delle risorse effettivamente disponibili.
